La tavoletta del Diluvio, che narra parte dell’epopea di
Gilgamesh
Neoassira, 7° secolo a.C.
Provenienza: Nineveh, nord Iraq
La più famosa tavoletta cuneiforme della
Mesopotamia
Il re assiro Assurbanipal (regnò 669–631 a.C.),
collezionò nel suo palazzo a Nineveh una biblioteca di migliaia di
tavolette cuneiformi che riportavano miti, leggende ed informazioni
scientifiche. Fra questi era inclusa la storia delle gesta di
Gilgamesh, un leggendario regnante di Uruk, e la sua ricerca
dell’immortalità. L’epopea di Gilgamesh è un’opera enorme, il più
lungo testo letterario in accadiano (la lingua di Babilonia e
Assiria). La storia era comunemente conosciuta, con versioni
trovate anche a Hattusas, capitale degli Ittiti, e a Megiddo nel
Levante.
Questa, l’undicesima tavoletta dell’epopea, descrive l’incontro
di Gilgamesh con Utnapishtim. Come Noè nella Bibbia ebraica,
Utnapishtim era stato preavvertito che gli dei intendevano inviare
un grande diluvio, quindi costruì un’imbarcazione che caricò di
tutto ciò che poté trovare. Utnapishtim sopravvisse al diluvio per
sei giorni, mentre il genere umano veniva distrutto, prima di
arenarsi su una montagna chiamata Nimush. Egli liberò una
colomba e una rondine, ma gli uccelli non trovarono terra su cui
posarsi e tornarono. Infine un corvo che aveva liberato non tornò,
dimostrando in tal modo che le acque dovevano essersi
abbassate.
Questa versione assira della storia del diluvio universale
contenuta nel Vecchio Testamento fu individuata nel 1872 da George
Smith, un assistente al British Museum. Quando lesse il testo:
‘... si alzò e cominciò a correre di qua e di là per la stanza
in stato di grande emozione e, con la meraviglia dei presenti,
cominciò a spogliarsi.’