Il vaso Portland
Provenienza: forse Roma, Italia, circa
5–25 d.C.
Il recipiente in vetro-cammeo più famoso
dell’antichità
Le scene illustrate sul vaso Portland sono state interpretate
spesso da un punto di vista storico o mitologico. Il soggetto è
chiaramente il tema dell’amore e del matrimonio, con uno sfondo
mitologico. Il ketos (serpente marino) lo colloca in un
ambiente marino. Il vaso potrebbe essere stato realizzato come dono
di nozze.
Non si sa con precisione la data e il luogo di ritrovamento del
vaso. Si sa che fu riscontrato nel 1601, facente parte della
collezione del Cardinale del Monte a Roma. Dopo la morte del
cardinale, fu acquistato dalla famiglia Barberini, dove rimase per
150 anni. Infine, nel 1778, fu acquistato da Sir William Hamilton,
Ambasciatore britannico alla Corte di Napoli. Hamilton lo portò in
Inghilterra e meno di due anni più tardi, nel 1784, lo vendette a
Margaret, duchessa madre di Portland. Nel 1786 passò nelle mani di
suo figlio, il terzo Duca di Portland, e fu lui che lo prestò a
Josiah Wedgwood, che lo rese famoso tramite varie copie. Nel 1810
il quarto Duca di Portland lo depositò nel British Museum, dov’è
rimasto, eccetto per tre anni (1929–32) quando fu
messo in vendita all’asta presso Christie’s, ma non riuscì mai a
raggiungere il prezzo di riserva. Il British Museum lo acquistò dal
settimo duca di Portland nel 1945.
È probabile che il fondo del vaso sia stato rotto in tempi
antichi. È inoltre probabile che l’originale finisse a punta, come
un pregiato recipiente in vetro-cammeo proveniente da Pompei. Un
disco di vetro-cammeo, che raffigura un Priamo pensieroso, era
attaccato al fondo da almeno il 1826, tuttavia è chiaro che non
appartiene al vaso, ed è stato esibito separatamente dal 1845.
È probabile che i recipienti in vetro-cammeo siano stati tutti
realizzati entro un paio di generazioni, come sperimenti quando la
tecnica della soffiatura (scoperta nel 50 a.C. circa) era ancora
agli esordi. Recenti ricerche hanno dimostrato che il vaso di
Portland, come la maggioranza dei recipienti in vetro-cammeo, era
stato realizzato con il metodo ‘dip-overlay’: il maestro vetraio
intingeva una bolla allungata di vetro colorato in un crogiolo
(recipiente resistente al fuoco) di vetro bianco opaco così da
ottenere uno strato esterno bianco, e poi soffiava i due strati
insieme. Una volta raffreddati, lo strato di vetro bianco veniva
inciso per formare il disegno. L’incisione era probabilmente
eseguita da un maestro tagliagemme.