Colossale toro alato dal palazzo di Sargon II
Khorsabad, nord Iraq
Neoassiro, circa 710 -705 a.C.
Uno dei reperti più pesanti del Museo
La statua rappresenta un paio di colossali tori androcefali
alati, figure magiche che usavano fare la guardia all’entrata
della cittadella del re degli Assiri, Sargon II (721-705 a.C.).
Verso la fine del suo regno, Sargon fece costruire una nuova
capitale che chiamò Dur-Sharrukin (‘la fortezza di Sargon’), oggi
conosciuta come Khorsabad. Tra gli edifici, un palazzo finemente
scolpito, scoperto dall’archeologo francese Paul-Emile Botta, fra
il 1842 e il 1844.
Quando i francesi abbandonarono il sito dovettero lasciare la
coppia di tori, in quanto pesavano troppo. Nel 1849 Sir Henry
Rawlinson, orientalista e console britannico a Baghdad le acquistò
dal console francese, risolvendone il problema del peso - circa
sedici tonnellate di alabastro ciascuna - facendole segare in
diversi segmenti.
Nell’antica Assiria, la costruzione degli ingressi era
accompagnata da elaborate cerimonie religiose e venivano loro
attribuiti nomi elaborati come buon auspicio, a difesa contro il
male. Ulteriore difesa scaramantica era rappresentata da figurine
seppellite sotto gli ingressi.
Tra le gambe del toro alato c’è una lunga iscrizione cuneiforme
che elencare i titoli, la discendenza e le gesta di Sargon.
Abbozzata rozzamente sul piedistallo c’è il disegno del tavoliere
per il “Gioco delle Venti Caselle”, una derivazione del Gioco Reale
di Ur. Il disegno può essere stato realizzato dalle guardie del
Palazzo oppure dal pubblico in attesa di entrare.