Pop-up book of Ancient Egypt, £14.99
Neoassira, 7° secolo a.C.
Provenienza: Nineveh, nord Iraq
La più famosa tavoletta cuneiforme della Mesopotamia
Il re assiro Assurbanipal (regnò 669–631 a.C.), collezionò nel suo palazzo a Nineveh una biblioteca di migliaia di tavolette cuneiformi che riportavano miti, leggende ed informazioni scientifiche. Fra questi era inclusa la storia delle gesta di Gilgamesh, un leggendario regnante di Uruk, e la sua ricerca dell’immortalità. L’epopea di Gilgamesh è un’opera enorme, il più lungo testo letterario in accadiano (la lingua di Babilonia e Assiria). La storia era comunemente conosciuta, con versioni trovate anche a Hattusas, capitale degli Ittiti, e a Megiddo nel Levante.
Questa, l’undicesima tavoletta dell’epopea, descrive l’incontro di Gilgamesh con Utnapishtim. Come Noè nella Bibbia ebraica, Utnapishtim era stato preavvertito che gli dei intendevano inviare un grande diluvio, quindi costruì un’imbarcazione che caricò di tutto ciò che poté trovare. Utnapishtim sopravvisse al diluvio per sei giorni, mentre il genere umano veniva distrutto, prima di arenarsi su una montagna chiamata Nimush. Egli liberò una colomba e una rondine, ma gli uccelli non trovarono terra su cui posarsi e tornarono. Infine un corvo che aveva liberato non tornò, dimostrando in tal modo che le acque dovevano essersi abbassate.
Questa versione assira della storia del diluvio universale contenuta nel Vecchio Testamento fu individuata nel 1872 da George Smith, un assistente al British Museum. Quando lesse il testo:
‘... si alzò e cominciò a correre di qua e di là per la stanza in stato di grande emozione e, con la meraviglia dei presenti, cominciò a spogliarsi.’