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Il vaso Portland

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Height: 24.000 cm
Diameter: 17.700 cm

Purchased with the aid of a bequest from James Rose Vallentin

GR 1945.9-27.1 (Gems 4036)

Greece and Rome

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    Il vaso Portland

    Provenienza: forse Roma, Italia, circa 525 d.C.

    Il recipiente in vetro-cammeo più famoso dell’antichità

    Le scene illustrate sul vaso Portland sono state interpretate spesso da un punto di vista storico o mitologico. Il soggetto è chiaramente il tema dell’amore e del matrimonio, con uno sfondo mitologico. Il ketos (serpente marino) lo colloca in un ambiente marino. Il vaso potrebbe essere stato realizzato come dono di nozze.

    Non si sa con precisione la data e il luogo di ritrovamento del vaso. Si sa che fu riscontrato nel 1601, facente parte della collezione del Cardinale del Monte a Roma. Dopo la morte del cardinale, fu acquistato dalla famiglia Barberini, dove rimase per 150 anni. Infine, nel 1778, fu acquistato da Sir William Hamilton, Ambasciatore britannico alla Corte di Napoli. Hamilton lo portò in Inghilterra e meno di due anni più tardi, nel 1784, lo vendette a Margaret, duchessa madre di Portland. Nel 1786 passò nelle mani di suo figlio, il terzo Duca di Portland, e fu lui che lo prestò a Josiah Wedgwood, che lo rese famoso tramite varie copie. Nel 1810 il quarto Duca di Portland lo depositò nel British Museum, dov’è rimasto, eccetto per tre anni (192932) quando fu messo in vendita all’asta presso Christie’s, ma non riuscì mai a raggiungere il prezzo di riserva. Il British Museum lo acquistò dal settimo duca di Portland nel 1945.

    È probabile che il fondo del vaso sia stato rotto in tempi antichi. È inoltre probabile che l’originale finisse a punta, come un pregiato recipiente in vetro-cammeo proveniente da Pompei. Un disco di vetro-cammeo, che raffigura un Priamo pensieroso, era attaccato al fondo da almeno il 1826, tuttavia è chiaro che non appartiene al vaso, ed è stato esibito separatamente dal 1845.

    È probabile che i recipienti in vetro-cammeo siano stati tutti realizzati entro un paio di generazioni, come sperimenti quando la tecnica della soffiatura (scoperta nel 50 a.C. circa) era ancora agli esordi. Recenti ricerche hanno dimostrato che il vaso di Portland, come la maggioranza dei recipienti in vetro-cammeo, era stato realizzato con il metodo ‘dip-overlay’: il maestro vetraio intingeva una bolla allungata di vetro colorato in un crogiolo (recipiente resistente al fuoco) di vetro bianco opaco così da ottenere uno strato esterno bianco, e poi soffiava i due strati insieme. Una volta raffreddati, lo strato di vetro bianco veniva inciso per formare il disegno. L’incisione era probabilmente eseguita da un maestro tagliagemme.

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