Word into Art, £16.99
Proveniente da Ur, sud Iraq, circa 2600–2400 a.C.
Uno dei giochi più diffusi nel mondo antico
Questo tavoliere è uno di diversi esemplari con simile disposizione trovati da Leonard Woolley nel Cimitero Reale di Ur. Il legno si era decomposto ma l’intarsio di conchiglia, calcare rosso e lapislazzuli era rimasto in posizione e quindi fu possibile restaurare la forma originale. Il tavoliere ha venti caselle realizzate in conchiglia. Cinque caselle sono decorate con una rosetta, cinque con ‘occhi’, e cinque con punti circondati da cerchietto. Le rimanenti cinque caselle hanno ognuna cinque punti disposti in vario modo. Secondo i riferimenti in alcuni testi antichi, due giocatori gareggiavano per far arrivare le proprie pedine da un’estremità del tavoliere all’altra. All’inizio del gioco le pedine potevano essere poste sul tavoliere solo una volta ottenuti determinati lanci dei dadi. Sappiamo anche che le caselle con le rosette erano fortunate.
Le pedine per questo particolare tavoliere non sono state ritrovate, ma alcune serie di pedine, fatte di conchiglia e scisto intarsiato, furono portate alla luce ad Ur insieme ai rispettivi tavolieri. Sembra che i tavolieri fossero cavi e che le pedine venissero conservate all’interno. Sono stati ritrovati anche dadi a bastoncino e tetraedrici.
Gli esemplari di questo ‘Gioco delle Venti Caselle’ risalgono al periodo da 3000 a.C. al primo millennio d.C.; erano molto diffusi dal Mediterraneo orientale e l’Egitto all’India. Una versione di questo gioco mesopotamico è sopravvissuto nell’ambito della comunità ebraica a Cochin, India meridionale, fino ai tempi moderni.
Potete giocare al Gioco Reale di Ur on-line sul sito web Mesopotamia del British Museum (richiede Shockwave).