Discobolo
Copia romana di un originale in bronzo del 5°
secolo a.C.
Provenienza: Villa Adriana a Tivoli, Lazio, Italia
Una delle più famose immagini del mondo
classico
Questa statua di marmo è una di diverse copie di un originale in
bronzo del quinto secolo a.C., attribuito allo scultore Mirone
(attivo 470–440 a.C.). La testa della figura è stata
restaurata in modo errato, in quanto dovrebbe essere rivolta verso
il disco. La popolarità della celeberrima scultura nel mondo
classico era dovuta indubbiamente alla rappresentazione dell’ideale
atletico. Il lancio del disco era il primo elemento del pentathlon,
e mentre i pentatleti erano in un certo senso considerati inferiori
rispetto a quegli atleti che eccellevano in uno sport particolare,
il loro fisico era molto ammirato. Infatti, dato che tutti i
gruppi muscolari erano egualmente sviluppati, le loro proporzioni
erano armoniose.
Sono giunti ai nostri giorni diversi dischi in marmo e in
metallo, di peso diverso. Si sa poco delle distanze di lancio che
gli atleti dei tempi antichi conseguivano, ma un epigramma che
celebra un lancio di 30 metri può sorprendere ai giorni nostri, in
cui il record mondiale è un po’ più di 70 metri. Tuttavia, la
tecnica antica del lancio del disco potrebbe essere stata piuttosto
diversa: non esistono testimonianze figurative a dimostrare che gli
atleti compissero più di tre quarti di giro, rispetto ai due giri e
mezzo di oggi, un fattore che rende difficile un paragone
diretto.